23 dicembre 2005

TRASLOCO

LIBERA MENTE HA CAMBIATO CASA. IL NUOVO INDIRIZZO E' WWW.PARTINICO.INFO


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22 dicembre 2005

Tutti in piazza Municipio sabato mattina

Ci siamo quasi. Il tam tam procede, in rete e non solo. L'incontro di sabato prossimo si avvicina e ci arrivano da più parti adesioni e proposte.
Ma questo post ha un sapore particolare per noi: intanto perchè per la prima volta ci diamo un appuntamento in una piazza che tutto è meno che virtuale, per il nome e per il luogo. Ve lo ricorda la locandina che vedete qui sopra: non è quella 'ufficiale': l'hanno fatta gli amici di Montelepre, è più bella della nostra e si merita l'home page. E poi c'è un'altra cosa: questo è l'ultimo post di Libera Mente. A questo indirizzo internet, si capisce. Il nuovo blog è quasi pronto e, imprevisti tecnici permettendo, ce la faremo per sabato, o forse anche un pò prima. Sarà il momento di annotarvi il nuovo indirizzo e scoprire le novità annunciate. E a questo punto non resta che vedersi sabato, in piazza Municipio alle 11, fuso orario milanese: ovvero, arrivate puntuali!


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15 dicembre 2005

Prendi i voti e scappa

Non una, dicasi una mozione, interrogazione, interpellanza, proposta di legge che abbia un riferimento specifico al territorio, al collegio Partinico-Monreale che per ben tre volte lo ha fatto eleggere alla Camera dei Deputati. In tutti questi anni non un comunicato stampa, una presa di posizione, un’intervista sui problemi della gente che votandolo gli ha dato la delega per portare avanti in parlamento anche le proprie istanze. Si direbbe che è un ingrato l'onorevole Silvestre Liotta inteso Silvio, oggi iscritto all’UDC e componente della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione e della VI Commissione Finanze.

La stagione dell'amore. Ad ogni scadenza elettorale lo abbiamo visto arrivare a Partinico elegante e puntuale come un orologio svizzero, col passo felpato di una iena inebriata dall'aroma delle inermi carni da voto, per far suo il bottino di consensi della Casa delle Libertà e scappare senza lasciare tracce. Poi, in periodo di elezioni, il superburocrate e superpensionato regionale riappare. Come una visione mistica, offrendo persino il suo, di voto, e il sacrificio di una processione alla Santissima Madonna del Ponte. E' la stagione dell'amore, in cui i voti degli umili paesani son buoni e appetitosi, utili a volare nell’empireo politico della Capitale.

L'attività parlamentare. Le apparizioni pre o post-elettorali di Liotta a Partinico sono pressocchè nulle e certamente ne tiene il conto il suo fido scudiero locale Xavier VII (per correttezza, il copyright non è di Libera Mente). Ma non è per le passerelle che si giudica un politico: l'attività di un parlamentare italiano si può facilmente passare ai raggi X spulciando i siti di Camera e Senato. E' vero, Liotta ha lavorato tanto. Le competenze non gli mancano, ma non le ha sprecate certo per il suo collegio Partinico-Monreale. Lui sta su un altro livello: più volte relatore della finanziaria per la maggioranza, di progetti di legge in materia economico-finanziaria di ampio respiro. Eppure, se vogliamo fare un raffronto, i suoi colleghi eletti alla Camera nel collegio di Alcamo e al Senato nel collegio di Alcamo-Castelvetrano-Partinico, cioè Francesco Paolo Lucchese (UDC) e Giuseppe Bongiorno (AN), non hanno lesinato interrogazioni, mozioni, interpellanze e anche qualche proposta di legge a beneficio del proprio territorio. Lucchese addirittura è un campione nella produzione di atti parlamentari: 416 dall’inizio della legislatura, di cui molti riguardano i comuni di residenza dei suoi elettori. Seppure con numeri inferiori, lo stesso discorso vale per Bongiorno al Senato.

Vita da pensionato. Il dottor Liotta, fatta eccezione per i natali cremonesi, lo conosciamo bene. Grazie alla sua militanza limiana, dall’Azienda Turismo di Palermo è passato poi alla Regione Siciliana scalando dal 1966 la carriera burocratica fino a diventare nel 1986, a 51 anni, segretario generale dell’Assemblea Regionale Siciliana. Un potentissimo burocrate che decide di dimettersi da questa carica a fine giugno del 1994 per godersi la meritata pensioncina: due miliardi di vecchie lire di liquidazione e 7500-8000 euro mensili (più, naturalmente, lo stipendio da parlamentare) per sbarcare il lunario. Beh, non è certo colpa sua: lui rappresenta solo uno dei casi più scandalosi dei privilegi di stampo feudale generosamente elargiti dall'ente regionale, che nel 1997 sborsò 45 miliardi di lire per alcune pensioni dorate. Zig zag. Liotta, degno discepolo di Salvo Lima, non ama apparire ma comandare. Curiosa coincidenza, Liotta è stato seduto su quella stessa poltrona di Presidente della Commissione Bilancio della Camera che fu di Mario D’Acquisto, braccio destro di Lima. Da sempre con il Vicerè forzista, Gianfranco Miccichè non corre buon sangue e i suoi trascorsi politici non gli hanno nemmeno impedito di essere segretario della Fondazione Falcone. Nel suo palmarés può anche vantare la militanza nel partito dei “voltagabbana”. Eletto in Forza Italia nel 1996, passò alla Lista Dini in occasione del ribaltone e della caduta del primo governo Berlusconi. Nel 1998 però uscì suo malgrado dal cono d'ombra e divenne un personaggio noto all'Italia intera. Fece infatti mancare il suo voto al governo di Romano Prodi risultando determinante nella caduta dell’esecutivo di centro-sinistra. Naturale, quindi, il nuovo saltafosso, che lo precipita nel CCD e da qui nell’UDC.

La nuova legge elettorale. Ora che il sistema elettorale si appresta a cambiare (si attende solo il via libera del Capo dello Stato), non ci sarà più l’uninominale ma il proporzionale corretto con i listini dei candidati decisi dai partiti. Il rischio di eleggere un altro Silvio Liotta rimane. Sarà difficile difendersi dalle scelte effettuate dai partiti, e il contatto direttocon il candidato/eletto (che ad altre latitudini funziona) va a farsi benedire. Per dire: oggi tutti i parlamentari hanno un indirizzo e-mail istituzionale con cui comunicare con i cittadini, in particolare quelli del proprio collegio. Quindi per esempio ognuno di noi può scrivere a Silvio Liotta (liotta_s@camera.it) e dirgli se è più o meno soddisfatto di come ci sta rappresentando. La prossima volta, quando non potremo esprimere una preferenza personale, non avremo con chi lamentarci. Quindi vale la pena di approfittarne finchè siamo in tempo.


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14 dicembre 2005

Democrazia on line

Cari amici, da qualche giorno Libera Mente morde il freno, ma non ci siamo dimenticati di voi, anzi. Il fatto è che, come anticipato in via per così dire…"ufficiosa", stiamo lavorando come bestie (anche) per rinnovare il blog, che avrà prestissimo un nuova veste grafica, nuove funzionalità e un nuovo indirizzo (ve lo diremo al momento opportuno). Come sapete qui si fa tutto in casa, per cui non abbiamo scadenze fisse, anche se puntiamo ad essere pronti entro la vigilia di Natale. Non solo per farci gli auguri col vestito nuovo, ma soprattutto perché l’idea nata su queste pagine di organizzare un incontro per discutere di democrazia on line e nuove forme di partecipazione sta diventando realtà. Grazie al prezioso supporto di Primaradio e di alcuni di voi, stiamo provando a predisporre il tutto per il 24 dicembre a piazza Municipio, alle 11 del mattino. Chi ha voglia e tempo di darci una mano si faccia vivo, e non preoccupiamoci se farà un po’ freddo: intanto staremo sotto un gazebo, e comunque provate a stare a Roma, o ancora peggio a Milano, in questo periodo e poi ne riparliamo!

Con noi ci saranno amici di Montelepre, Balestrate, Terrasini, Cinisi, Trappeto che stanno sperimentando varie forme di comunicazione on line e contiamo che ci siate in particolare voi, la community di Libera Mente che – nickname, anonimi, autografi – partecipate alle nostre discussioni. Anche perché, visto che non ci interessa fare un convegno, vorremmo che quella del 24 fosse un’assemblea in cui ognuno possa raccontare e spiegare come e quanto crede (o non crede) nell’innovazione fonte di partecipazione democratica alla vita pubblica. E magari, chi ci segue più da vicino, potrebbe dire anche che cosa si aspetta nell’immediato futuro di questa community. Poi, ad alcuni nostri abituali frequentatori che magari non avranno voglia di ‘rivelarsi’ (manco fossero Fantomas o Macchia Nera), vogliamo dire che un’assemblea senza di loro non sarebbe la stessa cosa. Quindi, veniteci. E anche se non volete mostrarvi (manco foste la Spectre) scrivete tra i commenti le cose che non avrete voglia di dire pubblicamente (manco foste eretici). Ormai lo sapete, siamo più interessati alle idee e alle proposte che alle facce (mica siete Marilyn).

Infine, due piccole anticipazioni sulle prossime novità: quello che vedete è il nuovo logo di Libera Mente. L’ha fatto Pierluigi Antonacci, un nostro amico della rete che vive a Pescara e che ringraziamo pubblicamente (ce l’ha regalato, anche se è bravissimo e i suoi lavori vanno a ruba: date un’occhiata al suo sito). L’immagine raffigura due volti che parlano o che sorridono o che si incontrano o che recitano. Di sicuro interagiscono, fatelo anche voi e diteci che ve ne pare. Altra primizia: il 24 dicembre mancheranno ancora un po’ di cosette su Libera Mente, ma di sicuro ci sarà l’agenda degli appuntamenti, dove raccogliere le segnalazioni di eventi pubblici, culturali, sportivi che potrete pubblicare direttamente voi, un po’ come si fa con i commenti. La veste grafica sarà tutta nuova, i contenuti meglio organizzati e facili da consultare, ci saranno i sondaggi, gli RSS, nuovi link e molte altre cose su cui sta lavorando Giacomo Selmi, che insieme a Fabrizio Ciannamea rappresenta il cuore pulsante di Libera Mente. Giacomo non è di Partinico, non è neppure siciliano, ma è di Modena (o di Milano, non si è mai capito), vive a Roma, è un intellettuale informatico che rende i suoi servigi a una delle più grandi multinazionali di software del mondo (e in quanto multinazionale non la citiamo), ci sta aiutando da mesi in quest’avventura e da settimane sta lavorando (spesso di notte, come i vampiri) per costruire la nuova piattaforma. Noi non lo ringrazieremo mai abbastanza (e neanche lo stigghiolaro Lo Presti della Vucciria, che quando Giacomo è stato in Sicilia ha triplicato gli incassi) ma voi per favore, cari concittadini, quando vi faremo vedere il nuovo blog, ditegli in ogni caso che è venuto bene, anzi che “è una figata”. Capite no? Non fateci fare malafiura…


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06 dicembre 2005

Futti, futti ca Dio pirduna a tutti!

Solo nell’ultima seduta del consiglio comunale ne sono stati approvati sette, come sempre passano inosservati, nessuno o quasi ne capisce nulla ma ci costano un sacco di soldi. Parliamo dei debiti fuori bilancio. Vogliamo provare a capire cosa diavolo sono e quanto sono indici di una cattiva gestione amministrativa? Partiamo da una definizione: il debito fuori bilancio è un onere che il Comune deve sostenere quando una spesa, pur non essendo scaturita da una procedura formalmente corretta, viene comunque riconosciuta come imputabile alla sua contabilità. In parole povere; una spesa non indicata in bilancio che si deve pagare comunque, a condizione che sia originata da alcuni specifici eventi, definiti a norma di legge. In genere si tratta di sanare situazioni pregresse non regolari che derivano da contese legali, e più passa il tempo prima di liquidare la spesa più aumentano interessi e more da pagare. Cominciamo subito col dire che non si parla di bruscolini. Anzi, si tratta di cifre con tanti zeri. Un esempio? Al Comune di Palermo i debiti fuori bilancio riconosciuti sono schizzati dai 15,6 milioni di euro del 2003 ai 45,4 milioni del 2004. A Partinico, nulla è dato sapere per gli anni recenti (del resto, navigando a vista...), ma durante l'amministrazione Cannizzo ben 5 miliardi (di vecchie lire) sui 6 recuperati dal riaccertamento dell'avanzo allora accertato, furono prosciugati da questi debiti. Nel corso degli anni si accumulano così milioni e milioni di euro di oneri che vengono pagati, in modo ricorrente, con i cosiddetti “avanzi di amministrazione”, fondi che potrebbero e dovrebbero essere impiegati invece per fare investimenti e migliorare i servizi comunali. Ma allora, se questo fiume di denaro non viene utilizzato per soddisfare le esigenze di tutta la comunità, in quali tasche finisce? E soprattutto, com’è possibile che un comune debba far fronte a tante spese cosiddette “impreviste”? I debiti fuori bilancio, in realtà, quasi mai sono veramente “fuori bilancio”, nel senso che non sono mai totalmente imprevedibili. Nella migliore delle ipotesi sono frutto di incuria e incompetenza ma più spesso ci sono malafede e speculazioni che la macchina amministrativa (dai vertici ai dipendenti responsabili del servizio o procedimento) non persegue, preferendo scaricare l’onere delle somme dovute sulle tasche della collettività. Tanto paga il comune! Ovvero, paga Pantalone, cioè noi tutti. Ma proviamo a fare qualche esempio su come si può formare un debito fuori bilancio? Esempio A: viene conferito un incarico professionale (a un geometra, ingegnere, architetto, avvocato, ecc.) per la redazione di una perizia tecnica, che si ritiene di una certa semplicità, con un impegno di spesa di 3 mila euro. Il professionista elabora la perizia, che si rivela molto più complessa del previsto, con una parcella finale di 20 mila euro, cioè sei volte superiore all’incarico iniziale. Il Comune non ha messo in bilancio una cifra così alta e quindi "non concilia". Inizia dunque un contenzioso con il professionista, che alla fine otterrà quanto dovuto attraverso una sentenza e il conseguente passepartout dei debiti fuori bilancio. Con tanto di interessi e more a carico del Comune. E anche i 20 mila euro lieviteranno. Esempio B: bisogna fare degli espropri per la realizzazione di strade o strutture pubbliche. I soldi impegnati per questa voce nella progettazione dell’opera prevedono costi di esproprio più bassi rispetto a quelli di mercato. I proprietari dei terreni faranno perciò ricorso chiedendo un pagamento equo del bene espropriato. Si avvia un processo, che finirà immancabilmente per dare ragione ai proprietari: l’esproprio dei terreni va pagato a prezzo di mercato. Giusto. Peccato però che nel periodo del contenzioso (anni, il più delle volte) a carico del Comune si siano accumulati interessi, more, sanzioni e spese legali. Spese gonfiate che si sarebbero potute evitare se i tecnici comunali responsabili del procedimento avessero prevenuto il contenzioso alla radice, adeguando le tariffe di esproprio. Un giochetto che fa comodo ad alcuni. Al proprietario del terreno, che alla fine incassa più soldi. Ai dipendenti comunali che (a pensar bene) hanno troppe incombenze e fanno tutto di fretta o (a pensar male) magari hanno un qualche interesse nella questione. A ognuno la libertà di riflettere e decidere se questi vizi ci fanno comodo (perché magari chissà, potremmo approfittarne anche noi) o ci fanno schifo (perché i soldi del Comune sono soldi nostri, soldi pubblici, e devono essere usati a favore di tutti, non per arricchire i soliti furbi e i disonesti). Proposte? Intanto sarebbe un bel segnale riaffermare il principio di responsabilità: gli oneri derivanti dall'esito sfavorevole dei contenziosi affrontati dal Comune devono essere (nei limiti del possibile) scaricati su coloro che hanno cagionato l'obbligazione, per incuria o colpa grave, anche se si tratta dei responsabili dell'ufficio competente. Di contro, a tutela della dirigenza, si potrebbero attivare forme di assicurazione a copertura degli errori commessi nell'espletamento del servizio, a totale o parziale carico del Comune. In ogni caso un buon ufficio legale, in stretto contatto con i servizi finanziari e gli altri settori, dovrebbe comunque definire una quantificazione credibile del contenzioso e prevedere ogni anno un flusso di stanziamenti da mettere in bilancio appositamente a questo scopo. Senza dimenticare un piccolo particolare: la legge prevede, ad esempio, che siano "riconoscibili i debiti relativi a mancato pagamento di forniture, solo se una qualche utilità o arricchimento siano conseguiti all'Ente, nell'ambito dell'espletamento dei servizi" (art. 194, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 267/2000), mentre in molti e frequenti casi il riconoscimento prescinde dalla dimostrazione e reale quantificazione di tali vantaggi. Ma prima di ogni altra cosa sarebbe saggio, oltre che urgente, ricostruire la situazione dei contenziosi in atto, quantificando le cifre che le nostre casse comunali devono prepararsi a sborsare. Secondo voi, c'è qualcuno che si sta occupando di migliorare quest’andazzo bislacco e compiacente che fa arricchire pochi e danneggia la collettività?


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02 dicembre 2005

Germogli in rete

E' nata la Consulta per il verde di Partinico. E' una buona notizia. Fabio Grillo, che è un abituale frequentatore di Libera Mente ha messo su un blog per raccogliere proposte, pareri, idee e discutere sul tema della tutela dell'ambiente. Piccole e grandi iniziative di partecipazione crescono, e la rete si conferma luogo privilegiato e strumento utile al confronto. Partinico, Terrasini, Cinisi, Trappeto, Balestrate, Montelepre: nel nostro comprensorio si stanno sperimentando sul web nuove forme di democrazia dal basso. Viene voglia di parlarne, di raccontarci un pò come stiamo facendo entrare il futuro in casa nostra. La rete è uno strumento di comunicazione - come il telefono, giusto un pò più evoluto e potente - un canale che favorisce l'interazione e il confronto. Sarebbe bello, a un certo punto, provare anche a incontrarsi, guardarsi in faccia, discuterne. Pensiamoci. Non siamo neanche così pochi.


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01 dicembre 2005

Oggi o domani un concorso...

Da oggi è possibile consultare su Internet, e gratis, tutti i Concorsi banditi dalle amministrazioni pubbliche regionali della Sicilia. Il servizio è già attivo in via sperimentale e continuerà ad essere implementato. Messo a punto dall'Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana, permette ai cittadini di accedere direttamente alle informazioni relative a Concorsi e pareri legali, e offre anche la possibiltà di operare la ricerca testuale nelle Gazzette ufficiali della Regione Siciliana. Un bell'aiuto, visto che non si tratta proprio di leggere Sorrisiecanzonitivvù. Allora, per non farsi trovare impreparati, per non aspettare vane promesse, per saperne di più, date un'occhiata al servizio cliccando qui e poi salvate l'indirizzo tra i vostri 'preferiti'. Non si sa mai, oggi o domani...


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