Reality mafia
Un feuilleton, un’isola dei mafiosi in salsa paesana, una Novella 2000 made in Partinico. Soggetto e sceneggiatura di Giusy Vitale “fardazza”. Le rivelazioni sulla sua vita e sulle sue imprese criminali incuriosiscono migliaia di partinicesi, al punto che le vendite del Giornale di Sicilia in città si sono impennate (pare di circa il 30%) da quando vengono pubblicate a puntate le dichiarazioni rese dalla donna nei processi in cui è imputata. E oggi il sito internet di News settimanale, il nuovo periodico popolare diretto da Andrea Monti, pubblica l'audio delle intercettazioni telefoniche del 20 giugno 1998 delle utenze di Giusy Vitale e Ciriello Campione, utilizzate dal Pubblico Ministero Francesco Del Bene della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo per far luce sull'omicidio Riina, avvenuto a Partinico il giorno prima.
Conferme sui numeri arrivano dall’ufficio diffusione del Giornale di Sicilia e dagli edicolanti. Non sappiamo se quest’aumento di copie vendute ha portato benefici alla raccolta pubblicitaria (forse imprenditori e commercianti locali dovrebbero rifletterci su) ma in fin dei conti il giornale fa il suo mestiere. Le puntate della mafianovela fardazziana vanno a ruba, solleticano irresistibilmente la migliore morbosità paesana. Come si fa a perdersi rivelazioni, accuse, retroscena sul vicino di casa, sull’amico dell’amico, sul conoscente e sui politici... per parlarne poi sottovoce al bar, dal barbiere, dall’estetista e magari, ma davvero sottovoce, anche in parrocchia.
Certamente la decisione di Giusy Vitale rappresenta una rottura forte nello stagno sociale della nostra città. Una scelta presentata come coraggiosa (non possiamo sapere quanto interessata) di una donna che ha voluto rimettere in discussione la sua vita per salvare l’innocenza dei figli, rinnegando errori, crimini e fratelli.
Un pentito, a Partinico. Anzi, peggio: una pentita. Una 'femmina', che prima comanda e poi tradisce. Solo qualche mese fa, chi l’avrebbe detto. In certi ambienti, se ne faceva perfino un vanto: da noi niente muffuti, mentre collaboratori e dichiaranti proliferavano a San Giuseppe Jato, San Cipirello, Altofonte. Michele Seidita, “u zimmilaru”, dal quale tanti andavano a comprare formaggi e salumi, ha aperto la stura anche se in realtà un precedente c’era con Filippo Rossello, dopo l’agguato nel panificio Alduino. Il fatto più significativo è che la diga del silenzio sui “fardazza” si è rotta da qualche tempo. Prima non si andava oltre i flebili commenti sottovoce di gente impaurita, rassegnata e stanca di subire le angherie dei fratelli Vitale. Pochissime voci si levavano: quella di Giuseppe


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