Puntiamo sulla tecnologia dismessa?
Lavoro e prospettive di sviluppo economico. E' innegabile che Partinico ne ha grandissimo bisogno. Perchè allora non costruire qualcosa che sia proiettato in avanti. I computer, i telefonini, la tecnologia ma anche gli elettrodomestici si acquistano in quantità sempre maggiori ed ormai il problema del loro smaltimento è sotto gli occhi di tutti. Il Consiglio dei Ministri da pochi giorni ha recepito tre diverse normative europee in materia di rifiuti hi-tech. Il Ministero dell'Ambiente ha previsto la realizzazione in Italia di 12 grandi piattaforme per lo smaltimento di questo genere di rifiuti. Il Comune di Partinico potrebbe, ad esempio, farsi promotore di una società mista pubblico-privata che realizzi una piattaforma che recuperi le parti riciclabili di questi beni durevoli dismessi e tratti le parti inutilizzabili per avviarle alla distruzione.
Qualcuno potrebbe facilmente obiettare che questo è competenza del neonato ATO rifiuti. E, invece, no, qui, infatti, non parliamo di raccogliere e smaltire i rifiuti del territorio ma di offrire un servizio a livello regionale non solo ad altri enti pubblici ma anche a società private. Il vantaggio per il Comune è evidente: si creano posti di lavoro e nuove entrate per le casse comunali che non fanno mai male. Siccome vogliamo evitare di parlare a vanvera diciamo subito che alcune esperienze del genere in Italia non mancano e qualora gli amministratori partinicesi mostrassero interesse per la cosa siamo disponibili a fornire tutte le informazioni in nostro possesso. Nel 2001 è stata avviata una piattaforma interregionale in provincia di Taranto e da allora il numero di pezzi conferiti è in crescita continua. Come sempre, però, quella che ci interessa è l'opinione dei cittadini a cominciare dai frequentatatori di Libera Mente.


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