23 ottobre 2005

Il groviglio

Molte tracce, tanti indizi da incrociare, ipotesi da verificare e una scena del delitto tutta da ricostruire. Dalle indagini sull'omicidio di Roberta Riina potrebbero uscire l'ex fidanzato di Termini Imerese ed entrare un commerciante di Partinico e un agente penitenziario, entrambi 40enni. Dalle perizie effettuate in casa della vittima, gli inquirenti sembrerebbero essere risaliti alla possibile arma del delitto, un pesante posacenere in onice sparito dalla camera di Roberta. Le analisi del RIS nell'abitazione hanno portato alla luce nuovi elementi, a cominciare da alcune tracce di sangue sul balcone della camera da letto. L'assassino dunque, potrebbe essere entrato e uscito dall'appartamento senza passare dalla porta, mettendo in forse l'ipotesi iniziale che possa essere stata la vittima a farlo entrare in casa. E' possibile però che almeno parte delle tracce di sangue possa averle lasciate la sorella Rosalinda, affacciatasi al balcone per chiedere aiuto dopo la scoperta del delitto. Gli esperti del RIS hanno eseguito i controlli con il luminol anche in casa sua, al secondo piano dello stabile di via Marsala. Intanto, il test eseguito sull'auto dell'ex fidanzato di Roberta, originario di Termini Imerese, ha dato esito negativo. Un testimone avrebbe visto la notte dell'omicidio una vettura Smart nei pressi dell'abitazione della ragazza, la stessa auto dell'ex fidanzato. L'iscrizione del giovane nel registro degli indagati è stata decisa proprio in vista degli esami sulla vettura, dandogli la possibilità al ragazzo di nominare un legale. Nel cellulare di Roberta sono stati anche trovati diversi sms indirizzati al giovane. Secondo indiscrezioni il ragazzo, nei messaggi, avrebbe ribadito la fine della sua storia con la vittima. Tutti elementi che sembrerebbero scagionarlo. Mentre proseguono a ritmo serrato gli interrogatori, gli inquirenti starebbero adesso controllando gli alibi di sei persone, tra cui un agente di polizia penitenziaria e un facoltoso commerciante di Partinico, 40enne sposato. Quasi tutti hanno una autovettura Smart o macchine simili.Sono più di cento i reperti sequestrati dai carabinieri del RIS, tra cui una pistola regolarmente denunciata dal padre, un cofanetto e alcuni orologi. I carabinieri tenteranno di recuperare da alcuni dei reperti il DNA dell'assassino di Roberta. Intanto sono iniziati a Messina gli esami su alcuni dei reperti già portati via nel primo sopralluogo, tra cui la coperta del letto in cui giaceva Roberta su cui erano state rilevate tracce di liquido seminale. L'autopsia ha comunque già escluso che Roberta Riina sia stata violentata prima di essere uccisa. In ogni caso gli investigatori confermano che la scena del crimine è decisamente complessa, e ci sono molte tracce di sangue anche molto piccole. Sarà un lavoro lungo e per i risultati ci vorrà tempo. A Partinico si attende con angoscia e inquietudine la soluzione del mistero, mentre l'assassino, a piede libero, potrebbe aggirarsi indisturbato tra noi.

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