Omicidio preterintenzionale?
Potrebbe essere nato da una lite l'omicidio di Roberta Riina, la studentessa universitaria di 22 anni assassinata il 18 ottobre nella sua casa di Partinico. La ricostruzione della dinamica del delitto induce gli investigatori a ritenere che potrebbe trattarsi, dunque, di un omicidio preterintenzionale: l'assassino, cioè, non sarebbe andato nell'abitazione della ragazza con l'intenzione di ucciderla ma l'avrebbe aggredita dopo una violenta discussione.
Per la prossima settimana si attendono i risultati degli accertamenti del Ris dei carabinieri che venerdi hanno fatto un lungo sopralluogo nell'abitazione in cui Roberta viveva con la sorella ed il fratello. Oltre 80 i reperti sequestrati dai militari. I tecnici del reparto speciale stanno tentando di distinguere i differenti Dna scoperti sul luogo dell'omicidio. Prima dell'arrivo degli inquirenti più di 10 persone, tra familiari della vittima, operatori del 118 e vicini di casa, sono entrati nella stanza di Roberta. Sono moltissime, dunque, le tracce biologiche scoperte: da qui l'esigenza di isolare i codici genetici per individuare quello della persona estranea entrata nell'appartamento, probabile responsabile dell'omicidio. Non è stata ancora trovata, infine, l'arma del delitto: dalle ferite trovate sul corpo della ragazza, a cui è stato sfondato il cranio con un colpo, gli inquirenti ritengono sia stato usato un oggetto dal diametro di 10 centimetri, cuneiforme, molto pesante.


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